Nel borgo antico
ancora dormiente
un uomo reca seco
il suo vano nepente

e come uno spettro
inquieto egli vaga
portandosi dietro
ogni vieta piaga:

con lui barcolla
e cade la ragione
sotto la luce gialla
di un alto lampione,

con lui ella si rialza,
più labile, più sola,
mentre una sfilza
di fole la consola;

dopo pochi attimi
il buio lo inghiotte,
di nuovo: agli ultimi
la vita serba la notte.

Composta il 17 febbraio 2017. Quartine a rime alternate.